Differenza tra i vari tipi di sordità: trasmissiva, neurosensoriale e mista

19 marzo 2026
sordità

Non tutte le perdite uditive sono uguali. Quando si parla di sordità, infatti, è importante distinguere tra diverse tipologie, perché le cause, i sintomi e le possibili soluzioni possono variare. Le principali forme sono tre: sordità trasmissiva, neurosensoriale e mista.

Conoscere queste differenze aiuta a capire meglio il proprio udito e a intervenire in modo più consapevole, sia negli adulti che nei bambini.


Cos’è la sordità e come si manifesta

La sordità, o perdita uditiva, è una riduzione della capacità di percepire i suoni. Può essere lieve, moderata o più marcata e può interessare uno o entrambi gli orecchi.

I segnali più comuni includono:

  • difficoltà a comprendere le parole
  • bisogno di alzare il volume di TV o telefono
  • sensazione di suoni ovattati
  • difficoltà nelle conversazioni, soprattutto in ambienti rumorosi

Nei bambini, invece, può manifestarsi con ritardi nello sviluppo del linguaggio o difficoltà a rispondere ai suoni.


Sordità trasmissiva: quando il suono non arriva correttamente

La sordità trasmissiva riguarda l’orecchio esterno o medio. In questo caso, il suono non riesce a raggiungere correttamente l’orecchio interno.

Le cause più comuni sono:

  • tappo di cerume
  • otiti o infezioni
  • presenza di liquidi nell’orecchio medio
  • problemi al timpano

Questa forma è spesso temporanea o trattabile e, una volta risolta la causa, l’udito può tornare alla normalità.

Nei bambini è piuttosto frequente, soprattutto a causa di infezioni o catarro.


Sordità neurosensoriale: quando è coinvolto l’orecchio interno

La sordità neurosensoriale riguarda l’orecchio interno o il nervo uditivo. È legata a un danno delle cellule che trasformano i suoni in segnali per il cervello.

Tra le cause principali troviamo:

  • invecchiamento fisiologico (presbiacusia)
  • esposizione prolungata a rumori forti
  • fattori genetici
  • alcune patologie

Questa forma è generalmente permanente, ma può essere gestita efficacemente con soluzioni come gli apparecchi acustici.

È la tipologia più comune negli adulti, soprattutto con l’avanzare dell’età.


Sordità mista: quando le cause si combinano

La sordità mista è una combinazione delle due precedenti: coinvolge sia l’orecchio esterno o medio che quello interno.

Ad esempio, può verificarsi quando una persona con una perdita uditiva legata all’età sviluppa anche un tappo di cerume o un’infezione.

In questi casi, è importante intervenire su entrambe le componenti per migliorare la qualità dell’ascolto.


Differenze tra adulti e bambini

Le cause e le manifestazioni della perdita uditiva possono variare in base all’età.

Negli adulti, le forme più frequenti sono:

  • neurosensoriale (legata all’età o al rumore)
  • mista

Nei bambini, invece, sono più comuni:

  • sordità trasmissive legate a otiti o infezioni
  • condizioni temporanee che, se trattate, si risolvono

Per questo motivo, è fondamentale prestare attenzione ai segnali in ogni fase della vita.


Quando è importante fare un controllo dell’udito

Riconoscere precocemente una perdita uditiva permette di intervenire in modo efficace e migliorare la qualità della vita.

È consigliabile effettuare un controllo quando:

  • si fa fatica a comprendere le conversazioni
  • si ha la sensazione di suoni ovattati
  • si tende ad alzare il volume più del solito
  • nei bambini, si notano difficoltà nel linguaggio o nella risposta ai suoni

Un controllo consente di individuare il tipo di perdita uditiva e valutare la soluzione più adatta.


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